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SCIA Antincendio Scuole

Edilizia scolastica, quali garanzie

È sicuramente cresciuta la tensione intorno alla sicurezza scuola dopo i fatti di Amatrice e lo sciame sismico che ha afflitto gran parte del centro Italia. Ma cosa è stato fatto dai governi negli ultimi anni per fornire garanzie sull’ edilizia scolastica ? Proviamo a darne conto riflettendo sulle diverse situazioni capitate nel nostro Paese in quest’ultimo periodo; analizziamo quanto fatto dall’ultimo governo Renzi sulla sicurezza nelle scuole e su come vengono effettuati oggi i controlli sulle scuole in Italia.

Per alcuni il bilancio di quanto fatto dal governo sull’edilizia scolastica sembra positivo; mentre per altri ci sono ancora molti dubbi. Proviamo allora a capire insieme quali siano le problematiche presenti nel nostro Paese e come si dovrebbe ovviare in futuro a questi disagi. Come visto, in caso di terremoto o altre catastrofi naturali, possono provocare seri danni e problemi alla cittadinanza ed ai nostri bambini.

A fine Aprile, l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aveva posto la firma sul DPCM riguardante l’edilizia scolastica, Nell’occasione veniva garantito lo stanziamento di 480 milioni per la sicurezza delle scuole italiane. Ma nel concreto cosa è stato fatto?

Scuole sicure? Non ne abbiamo le certezze!

Dopo i proclami del Governo e lo stanziamento di diversi miliardi di euro, dilazionati in più anni, il problema sull’ edilizia scolastica sembrava essere stato in parte risolto. Molti cantieri erano stati aperti e anche le procedure burocratiche sembravano essersi snellite. Allora qual è il principale problema sulla sicurezza scuola a cui, secondo molti cittadini, non si riesce ad ovviare?
Quello che avrebbero lamentato molti esperti, assieme ai sindaci dei comuni italiani e i dirigenti scolastici delle scuole primarie, è il problema relativo all’agibilità degli edifici scolastici.
Un problema esistente e che appare anche evidente, ma di continuo ignorato dai nostri politici, è quello relativo all’anagrafe dell’edilizia scolastica: un database solo in parte completo che non viene aggiornato e non riporta le certificazioni DELLE strutture!

Anagrafica dell’edilizia scolastica

L’anagrafe dell’edilizia scolastica fu istituito già nel lontano 1996 con il governo Dini. Per i primi anni però non si ebbero risultati concreti ed i compiti spettanti agli enti locali sulla rilevazione dello stato dell’edificio risultavano incompleti o non pervenuti.
Sono passati diversi anni e ci sono volute numerose proteste delle associazioni dei cittadini per smuovere la situazione e richiedere un impegno attivo da parte del governo.. Alcune cominciarono nel lontano 2004, concluse con cause e ricorsi terminati poco più di due anni fa.

Proprio la denuncia di molti sindaci e dirigenti scolastici, a seguito dei disagi e delle paure causate dalle scosse nel centro Italia, ha portato alla luce un problema ormai ignorato da anni: la seria messa in sicurezza degli impianti scolastici sul nostro territorio.
A scendere in strada, accanto ai sindaci, anche comitati organizzati dalle famiglie degli alunni: genitori che sono stanchi di vivere nella paura e che chiedono maggiori sicurezze per la tutela, la salute e l’integrità dei propri figli.

È successo prima a Messina, poi a Sulmona e ancora in provincia di Reggio Calabria, dove i sindaci in accordo con l’ufficio tecnico dei rispettivi Comuni hanno dichiarato inagibili le scuole primarie dei loro paesi.

Conclusioni sul dibattito in merito all’anagrafe edilizia scolastica

Al di là delle paure causate dalle vicende post-terremoto, vediamo quali sono le conclusioni a cui si può giungere in merito al dibattito sull’anagrafe dell’edilizia scolastica considerato che ancora oggi possiamo definire inaffidabile questo registro.

Anzitutto, gli stanziamenti al momento non sembrano essere abbastanza per poter agire e operare delle diagnosi complete su tutti gli edifici scolastici attivi (metà delle scuole richiedenti sarebbero al momento rimaste scoperte).

Uno dei problemi principali lamentati dalle associazioni resta in primo luogo la provenienza dei dati da fonti diverse: presidi o uffici tecnici del comune, genio civile, enti locali, insomma permane la molta confusione sulle attribuzioni di competenza dei sopralluoghi.

Cosa manca all’anagrafica dell’edilizia scolastica?

L’anagrafe manca di date di aggiornamento e certificazioni: non si sa infatti se i dati siano attendibili in quanto non sono riportate le date circa le rilevazioni fatte dagli organi competenti. I dati però sembrano essere eclatanti: sarebbero solo il 39% delle scuole ad avere un certificato di agibilità e solo il 49% ad avere un certificato di collaudo statico.
Ciò vuol dire che sono tutte a rischio crollo? No, ma è evidente la mancanza di certificazioni. Ricordiamoci però che nel nostro Paese il 55% delle scuole è stato costruito prima delle leggi antisismiche del 1976 e quindi la mancanza di certificazione costituisce una fonte valida di preoccupazione.

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